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Napoli, domenica 04 dicembre

Foto A. Zarcone
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Mondoauto luglio 2020

MondoAuto

La vittoria sulla Juventus è sempre un piacere. E se poi si tratta di un successo che vale un prestigioso trofeo il piacere è ancora più grande. Ma da qui a pensare che la conquista della sesta Coppa Italia possa rappresentare una svolta per la rinascita della città ci sembra un'ipoetesi azzardata.

I problemi di ieri sono oggi peggiorati a causa della grave crisi socio-economica conseguente alle rigorose misure imposte per fronteggiare  la drammatica pandemia del Coronavirus. E non può bastare certo una notte di entusiasmo per cambiare questa dura realtà.

Senza sostegni economici "esterni" difficilmente potremo risalire la china. Ma le risorse da sole servono a poco se, poi, mancano programmi di investimento e di sviluppo. Nel settore dei trasporti e della circolazione la nostra città con il suo hinterland brancola nel buio. Illudersi che possa bastare una generica e non meglio definita manifestazione di interesse del Comune per il "bike sharing" a risollevare le sorti della mobilità urbana è pura follia. Napoli è una città inadatta per i ciclisti, sia per le sue oggettive condizioni orografiche, sia per la carenza di serie piste ciclabili e di rastrelliere dove parcheggiare le bici. Certamente, si tratta di una modalità di trasporto da promuovere e sviluppare, ma nella consapevolezza che resta un fenomeno di nicchia, limitato ad una ristretta categoria di cittadini.

Ben vengano gli incentivi in questo settore, ma è più importante ancora prevederli per l'automotive il cui mercato è completamente in ginocchio. Senza questa misura si rischia il tracollo. E se viene meno la forza trainante dell'industria automobilistica, con tutto l'indotto, è il sistema produttivo ed occupazionale dell'intero Paese ad essere penalizzato. Allo stato,  l'automotive rappresenta oltre il 10% del PIL nazionale ed impiega più di 1.200.000 lavoratori: in pratica è la locomotiva della nostra economia. Se non l'aiutiamo a ripartire saranno dolori per tutti. Perciò abbiamo richiesto un immediato intervento governativo con l'introduzione di adeguati incentivi per la rottamazione e l'acquisto di auto e veicoli commerciali a basso impatto ambientale. In un momento di difficoltà,  come quello attuale, segnato da uno scarso clima di fiducia, una simile operazione, da estendere anche all'usato di qualità, supporterebbe l'importante investimento dell'acquisto di un veicolo da parte di cittadini ed imprese, dando impulso all'intera filiera. A trarne giovamento sarebbero  lo Stato, tenuto, conto che il gettito fiscale assicurato dai trasporti su strada è di circa 65 miliardi di euro annui; l'ambiente, che vedrebbe diminuire il peso dei veicoli inquinamenti, ancora rilevante, soprattutto,  nel nostro territorio e nelle regioni meridionali, a favore di motori più puliti di ultima generazione; e la stessa sicurezza stradale grazie all'immissione in circolazione di auto dotate di sistemi all'avanguardia nella prevenzione degli incidenti.

E' un periodo difficile e proprio per questo richiede coraggio e tempestività. "Andrà tutto bene" ci auguravamo all'inizio della pandemia. Può darsi, ma bisogna agire bene ed in fretta. Per ora, infatti, le criticità restano ancora forti e paralizzanti.

Scarica il Mondoauto di luglio 2020 (pdf, 3mb)

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