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Napoli, domenica 04 dicembre

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Mondoauto Marzo 2022

MondoAuto

Quest’anno ricorre il trentennale di una fase storica particolarmente critica del nostro Paese: Tangentopoli. Un sistema di corruzione diffuso che coinvolse anche la nostra città con le inchieste sul voto di scambio nate, quasi per caso, da un altro filone di indagine, quello sulla sosta abusiva. Eravamo agli inizi degli anni ‘90 e in quel periodo Napoli era soffocata dalle auto in sosta ad ogni angolo di strada in doppia e tripla fila, sotto il controllo di soggetti  “equivoci”, più comunemente noti come parcheggiatori abusivi. Come sottolinea il magistrato Raffaele Cantone nell’introduzione al mio libro “Strada facendo: 50 anni in ACI” , “erano anni in cui appariva del tutto normale lasciare l’automobile in quel grande parcheggio a cielo aperto in cui era stata trasformata Piazza del Plebiscito, dove del resto la pedonalizzazione sarebbe arrivata solo col G7 del 1994”. Ma quello di Piazza Plebiscito era solo il caso più eclatante di una condizione riscontrabile in tante altre strade e piazze cittadine. Ebbene, di fronte al dilagare di questo fenomeno, che rendeva sempre più invivibile la nostra città, due intraprendenti sostituti procuratori, Francesco Menditto e Vincenzo Piscitelli ricorsero ad una  rivoluzionaria iniziativa: il sequestro giudiziario di piazze e strade. Per rendere possibile questa operazione fu necessario procedere ad una mappatura del territorio per quantificare il fenomeno che fu affidata dalla Procura al sottoscritto nominandolo, a gennaio 1992,  consulente d’ufficio.  E così per i luoghi interessati dal parcheggio selvaggio vennero emesse vere e proprie ordinanze, con l’affissione di appositi cartelli recanti la scritta  “area sotto sequestro su ordine della Procura circondariale di Napoli”. Gli abusivi, così, venivano deferiti per occupazione di suolo pubblico e se qualcuno, nei giorni seguenti, si faceva trovare di nuovo all’opera, scattava la denuncia anche per violazione dei sigilli. L'inchiesta che ne conseguì fu eclatante anche perché, come ricorda Cantone, “finì per coinvolgere lo stesso vertice politico”. Infatti, in seguito, i pubblici ministeri spiccarono avvisi di garanzia anche nei confronti del sindaco (nel frattempo divenuto ex), dell’assessore alla polizia urbana e del comandante dei vigili urbani, ai quali veniva contestato di non aver adottato le cautele necessarie per evitare che gli spazi pubblici fossero utilizzati come parcheggi abusivi. Inoltre, da questa stessa indagine emersero ipotesi di altri reati, in primis quello del voto di scambio che sancì l’inizio della cosiddetta tangentopoli napoletana.

Da allora, duole ammettere, che su questo versante sono stati fatti pochi passi avanti. Certo, in città c’è qualche parcheggio in più, sono state regolamentate le strisce blu, ma gli abusivi  continuano ad imperversare più forti ed organizzati di prima. E a poco è servita l’introduzione, negli anni, di norme sempre più severe e restrittive, anche perché il “vizio d’origine”, ovvero la penuria di posti-auto legittimi, non è stato mai rimosso. Ed è questo un pesante lascito per l’attuale Amministrazione che dovrà faticare non poco per colmare lacune storiche, incancrenitesi col passare degli anni. Qualcosa, tuttavia, comincia a muoversi come l’attivazione del servizio di rimozione delle auto in divieto di sosta che intralciano la circolazione. Un utile deterrente per scoraggiare l’affidamento del proprio veicolo all’abusivo di turno. Ma non è sufficiente. Serve agire sul potenziamento dell’offerta di sosta, soprattutto per i residenti, senza trascurare il nostro “tallone d’Achille”, ovvero il trasporto pubblico che necessita di un straordinario intervento di ristrutturazione, efficientamento ed ammodernamento per indurre ad un un uso più moderato e razionale dell’auto. Si tratta di sfide ardue e impegnative, ma dal loro esito dipende il futuro di questa città.  

Scarica il Mondoauto di marzo 2022 (pdf, 2.8mb)

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