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Napoli, venerdì 07 ottobre

Foto A. Zarcone
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Le auto da collezione sono patrimonio da salvaguardare

Il Presidente

 

L’Italia è tra i paesi al mondo con la maggiore densità automobilistica: 1,5 abitanti per vettura. Ma il problema più serio è la vetustà del suo parco circolante, soprattutto in determinate aree geografiche. Il 58,5% delle automobili immatricolate ha, infatti, più di dieci anni di età, percentuale questa che sale al 72,5% in Campania ed al 74,4% a Napoli. Altrettanto preoccupante è il dato relativo alla classe ambientale dei veicoli: le vetture Euro 0 in circolazione nel nostro Paese sono il 9,1% del totale; nella nostra regione, invece, sono il 17,2% e a Napoli addirittura il 20,4%. In pratica un’auto ogni cinque  non è catalitica. Per questo motivo, è di fondamentale importanza continuare e, possibilmente, intensificare la politica di rinnovamento del parco circolante attraverso la formula degli incentivi a favore di veicoli a basso impatto ambientale con contestuale rottamazione di quelli vetusti. Attenzione, però, a “non gettare il bambino con l’acqua sporca”, come recita un vecchio adagio. Una buona fetta di vetture “datate”, infatti, costituisce un patrimonio storico che merita di essere promosso e salvaguardato. Una cosa, insomma, sono i cosiddetti “catorci”, vecchi, inquinanti ed insicuri, che abbondano sulle nostre strade, altra , invece, sono i modelli che hanno valore collezionistico, rappresentando dei veri e propri beni-simbolo di un’epoca e dei suoi stili di vita. Ebbene, è proprio a questa categoria che si rivolge ACI Storico, il Club attraverso il quale questa secolare associazione rinnova il suo impegno a tutela dell’amore e della cultura degli italiani per le quattro ruote con iniziative a salvaguardia dell’automobilismo d’epoca. L’elemento distintivo di ACI Storico è infatti  la tutela non delle “vecchie” vetture ma di quelle di reale valore storico. Perciò, nelle attuali condizioni del mercato automobilistico bisogna stare attenti a non compromettere le garanzie e le facilitazioni fondamentali per quelle auto di indubbio pregio storico e collezionistico, che percorrono pochissimi chilometri all’anno e quasi sempre per raduni ed eventi di una certa rilevanza. Lungi dall’avallare speculazioni, molto diffuse soprattutto qui al Sud, volte semplicemente ad arginare i considerevoli costi che gravano sull’auto, in primis quelli assicurativi, quest’iniziativa, viceversa, intende offrire ai cultori del vintage un’opportunità in più per continuare a coltivare tale passione. Non tutti i veicoli con più di 20 anni, infatti, possono essere considerati d’epoca. Occorre un metodo di selezione per circoscrivere il perimetro dei modelli di potenziale interesse storico. Da qui la redazione, da parte di ACI Storico, di una Lista di Salvaguardia che individua le vetture di età compresa tra i 20 ed i 29 anni  particolarmente meritevoli di considerazione e di tutela, aggiornata di anno in anno. Quelle con  anzianità superiore non sono contemplate in quanto le norme vigenti le considerano storiche indipendentemente dall’iscrizione in un Registro, e pertanto destinatarie di benefici fiscali come l’esenzione dal pagamento della tassa automobilistica.  A questo proposito è degna di attenzione l’iniziativa della Regione Lombardia che sarebbe utile se fosse recepita anche qui in Campania. Vale a dire il riconoscimento dell’esenzione dal bollo auto anche per i veicoli iscritti nel Registro di ACI Storico. Si tratterebbe di un segno tangibile di sensibilità verso un settore che, da sempre. ha avuto un ruolo centrale nella storia economica, industriale e sociale del nostro Paese. L’amore per l’auto che ci contraddistingue -  non a caso il brand italiano più riconosciuto e apprezzato al mondo è proprio la Ferrari - oggi è messo a dura prova dalla crisi economica, dalla cupidigia dell’erario, dall’eccesso di burocrazia e dalla mancanza di attenzione da parte delle istituzioni nazionali e locali. Nostro dovere, perciò, è di contribuire ad invertire  questa tendenza, al fine di restituire alla motorizzazione privata il giusto peso e ruolo, senza ipotizzare che possa sostituire il trasporto pubblico o accollarsi l’ingiusta responsabilità dell’invivibilità delle città. 

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