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Napoli, martedì 07 febbraio

Foto A. Zarcone
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Più parcheggi per liberare dal traffico le vie di Napoli

Il Presidente


Finalmente si torna a parlare di parcheggi. Era ora. Non è possibile, infatti, affrontare razionalmente i problemi della mobilità, senza prendere in considerazione anche quelli della sosta. Si tratta di due facce della stessa medaglia: la circolazione dei veicoli non è perpetua e quando arriva il momento di fermarsi bisogna offrire loro  un posto che non sia d’intralcio alla viabilità. Giova ricordare che la carreggiata, secondo il codice della strada, è destinata allo “scorrimento dei veicoli”. A Napoli, invece, è occupata per metà, nel migliore dei casi, dalle auto in sosta. Non sorprende, quindi, che in tali condizioni la circolazione, a partire dai mezzi di trasporto pubblico, risulti estremamente penalizzata da rallentamenti e ingorghi. La via d’uscita è la realizzazione di parcheggi esterni alla carreggiata al fine di rendere più scorrevole il traffico, migliorando, così, anche la velocità commerciale degli autobus.   
Sotto questo aspetto una delle aree più critiche è proprio quella di Chiaia e del Lungomare dove la “fame” di posti auto inevitabilmente contribuisce alla proliferazione del fenomeno della sosta selvaggia ed abusiva, con tutte le criticità connesse in termini di vivibilità e sicurezza come le cronache confermano, puntualmente, in particolare nei weekend. Ben venga quindi la realizzazione di un parcheggio sotterraneo a piazza Vittoria, frutto di un progetto risalente alla Giunta Iervolino e poi, inopinatamente, accantonato dalla precedente Amministrazione più incline a ricercare populistici consensi, anche tra gli abusivi, che a risolvere i problemi della mobilità. Il partito dei contrari a questa e ad altre infrastrutture simili, tutt’ora, è animato da retrive posizioni ideologiche che vedono nei parcheggi dei pericolosi attrattori di traffico. Non è così. Dipende dalla destinazione d’uso che riserviamo a queste costruzioni che deve essere prevalentemente a favore dei residenti. In ogni caso, è impensabile che la domanda di mobilità a Napoli possa essere soddisfatta dal solo servizio pubblico, peraltro carente per quantità e qualità. Certamente il completamento della Linea 6 aiuterà a decongestionare la zona, ma delle auto comunque ci sarà sempre bisogno, anche con la diffusione di nuove aree pedonali. Bisogna comprendere che per migliorare il livello di vivibilità e garantire condizioni più decorose al nostro territorio occorre intervenire, in primis, sul sistema della mobilità nel suo complesso. E fin quando le nostre strade non si libereranno dalle auto in sosta non potremo ottenere grossi benefici né dal punto di vista funzionale che dell’immagine, ed in più  continueremo a prestare il fianco alla malavita organizzata che si arricchisce con i parcheggiatori abusivi.
E’ chiaro che progetti di tal natura devono essere definiti e realizzati ad opera d’arte, in tempi certi ed assicurando la massima sicurezza in termini idrogeologici. D’altronde se oggi è possibile raggiungere la Gran Bretagna dalla Francia, attraversando il Tunnel della Manica, non si comprende perché mai debba essere guardato con sospetto un parcheggio sotto terra a piazza Vittoria (ad Amsterdam, Hong Kong ecc. ce ne sono addirittura sott’acqua) che non compromette la stabilità degli edifici, né la salvaguardia del verde. Le vere preoccupazioni, semmai, riguardano la Villa Comunale ed il Lungomare ridotti, spesso, nel passato, rispettivamente, a  “sagra paesana” e “mensa popolare”. E’ necessario, insomma, un po’ più di sano realismo lasciando da parte, una volta per tutte, utopistiche visioni di città  a misura solo di chi ha gambe per camminare o pedalare!    

 

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