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Napoli, venerdì 23 luglio

Foto A. Zarcone
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Quando sulla Collina di Posillipo rombavano i motori da corsa

Eventi

E’ stato presentato, presso l’Istituto Denza di Napoli, il libro “La Collina degli audaci” di Sergio Troise e  Massimo Nobile. Si tratta di una entusiasmante e particolareggiata ricostruzione della storia del Gran Premio di Napoli: 19 edizioni svoltesi tra gli anni Trenta ed i Sessanta, con l’interruzione del periodo bellico, su un circuito cittadino allestito sulle strade della collina di Posillipo. Un modo per sottolineare le imprese compiute da grandi campioni dell’automobilismo, primo tra tutti Tazio Nuvolari, vincitore, al volante di una Maserati, della prima edizione, nel 1934, quando la manifestazione era denominata Coppa Principessa di Piemonte, in onore di Maria Josè del Belgio, consorte del principe ereditario Umberto di Savoia e futura regina d’Italia. Il Gran Premio di Napoli, organizzato dall’ACI, anche se non ottenne mai il riconoscimento di prova valida per il campionato mondiale, non aveva nulla da invidiare ad altri circuiti cittadini, come quello del Principato di Monaco. Il circuito di Posillipo, anzi, si creò proprio la fama di “piccola Montecarlo”. Direttore di corsa fu Fritz Caflisch (ex pilota) fino al 1957. Poi l’incarico venne assolto da Franz Amalfitano, direttore dell’Automobile Club Napoli e gran regista dell’organizzazione. Il tracciato, lungo 4,1 chilometri (dal 1958 ridotti a 2,5), alternava pianura, salita e discesa ed era molto impegnativo per uomini e mezzi.

Tra i piloti più prestigiosi, dopo Nuvolari, fino ai ruggenti anni Sessanta non sono mai mancate presenze di grande livello, come quelle di Nino Farina, primo campione del mondo di Formula 1 nel 1950, Juan Manuel Fangio, cinque volte iridato, Alberto Ascari (due), Franco Cortese, Piero Taruffi, Gigi Villoresi, Luigi Musso, fino a Giancarlo Baghetti e Willy Mairesse, vincitori nelle ultime due edizioni, nel 1961 e ’62, al volante della Ferrari Dino 156 di Formula 1.

Il libro rende omaggio anche ai tanti piloti napoletani che hanno gareggiato sul circuito di casa. Le scuderie locali esprimevano campioni e amatori di ottimo livello, come Auricchio, Accadia, Argenziano, Rocco, Ruggiero, Minghini, i fratelli de Filippis (Antonio e Maria Teresa), Arfè, Ricciardi e, soprattutto, Luigi Bellucci, presidente dello Sporting Club Autonautico, sei volte vincitore nella categoria Sport, una volta nella Turismo; Mennato Boffa, vincitore nel 1960 e detentore del record sul giro delle Sport; Antonio Maglione, primo nella gara di Formula Junior del 1960.

“Gli autori di questo libro – ha dichiarato il presidente dell’Automobile Club Napoli, Antonio Coppola, nel corso della presentazione -  vanno ringraziati per aver descritto, mirabilmente, la storia di una corsa che è la storia dell’automobilismo sportivo nella nostra città e della stessa società dell’epoca. Ma è anche la storia dell’ACI Napoli che organizzava questa gara”.

 

Leggi l’intervento del Presidente ACN, Antonio Coppola (pdf, 24kb)

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