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Napoli, lunedì 22 luglio

Foto A. Zarcone
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La campagna dell'ACI per gli utenti più vulnerabili

ReportAci

Con l'hashtag #rispettiamoci, ACI ha proposto al 102° Giro d'Italia la campagna di sensibilizzazione verso gli utenti della strada più vulnerabili, ovvero i pedoni ed i ciclisti. In tutte le 21 tappe, l’Automobile Club d’Italia ha toccato oltre 8 milioni di italiani che hanno seguito sulle strade le imprese della maglia rosa, nei villaggi di tappa come lungo tutto il percorso. Sono stati distribuiti 1 milione di adesivi da apporre sugli specchietti retrovisori dell’auto, per richiamare l’attenzione di chi guida verso chi pedala, e 50.000 decaloghi con consigli e indicazioni su come ridurre l’incidentalità tra auto e bici.
Gli istruttori del Centro di Guida Sicura ACI-Sara di Vallelunga, al seguito del Giro, hanno raccontato come percezione del rischio, responsabilità, cultura della prevenzione e corretta impostazione alla guida siano i fattori determinanti per la sicurezza sulle strade. In particolare, hanno incontrato le migliaia di bambini del Progetto Bici Scuola del Giro, spiegando ai più piccoli come evitare i pericoli della strada.
Durante la festa del Giro d’Italia, 30 milioni di spettatori italiani hanno visto i due spot della campagna - uno rivolto agli automobilisti ed uno ai ciclisti - realizzati al Centro di Guida Sicura di Vallelunga, con la partecipazione di Ivan Basso, in onda su RAI2 durante la diretta delle tappe.
Il messaggio #rispettiamoci ha avuto una grandissima risonanza pure sul web, grazie alla spontanea adesione dei corridori e degli sportivi presenti al Giro e alla diffusione dei suoi due video tutorial. In totale, ad oggi, si sono registrati 17 milioni di impression/visualizzazioni, con una copertura di 7 milioni di contatti che attraverso Facebook, Twitter e Instagram hanno seguito le attività e la presenza di ACI al Giro d’Italia.
La campagna avrebbe potuto riscuotere ancora più successo se l'edizione di quest'anno della storica gara ciclistica avesse coinvolto l'intera Penisola. "Quest'anno, infatti, il Giro d'Italia non ha toccato il Sud", lamenta il Presidente dell'Automobile Club Napoli, Antonio Coppola. "Una scelta che, oltre ad essere miope e discriminatoria, ci sembra anche estremamente paradossale. Proprio in questi anni nei quali cerchiamo, a vari livelli, di proporre forme di mobilità privata alternative all'auto ed ai motori convenzionali, più "green" e salutari, tra cui appunto la ciclabilità, si è, invece, voluto ridimensionare il raggio d'azione della più importante manifestazione sportiva nazionale dedicata a questo veicolo. E così, piuttosto che  utilizzare quest'occasione anche per promuovere, sull'intero territorio, il fascino e l'utilità di questo mezzo di trasporto, si è preferito circoscrivere il percorso della carovana ciclistica ad una metà del Paese, come se l'altra, la parte bassa dello 'stivale', non contasse nulla o, addirittura, non esistesse proprio".
Sul piano della sicurezza stradale resta comunque ancora molto da fare: nei 23 giorni di durata della manifestazione sportiva, infatti, si sono verificati ancora troppi incidenti con il coinvolgimento di ciclisti, che hanno provocato ben 7 morti e 1.104 feriti. Con attenzione e corretto comportamento, al volante come in sella, tantissimi si sarebbero potuti evitare. Per questo motivo, ACI non abbandona l’hashtag #rispettiamoci e continuerà a battersi ogni giorno affinché, tra tutti gli utenti della strada, cresca la responsabilità per una mobilità sempre più sicura e, soprattutto, sempre più consapevole verso gli utenti vulnerabili, come appunto i ciclisti ed i pedoni.
 

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